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Il partito democratico è partecipazione politica

Il 14 Ottobre è alle porte. Bisogna proseguire nell'impegno di garantire una vasta partecipazione popolare al voto e nel dimostrare uno spirito saggiamente unitario verso tutta la coalizione di centro sinistra. Anche in Basilicata non sono mancati segnali di fumo. C'è troppo "partitismo", e a ben ragionare si potrebbe affermare che tutti dovremmo essere "partitisti" in senso innovativo, qualunque sia la nostra provenienza, per trovare insieme, un modo nuovo di fare politica per esempio ricordando che saranno necessarie forme di partecipazione diretta, per evitare che si ripresentino alla finestra, dopo aver preso la via della porta, i vecchi fantasmi correntizi. Il fatto è che per realizzare una forza politica davvero presente, fatta di cittadini consapevoli e non solo elettorale, bisognerà unire e superare le tradizioni organizzative e soprattutto, finalmente, parlare di contenuti e di cultura.
Non crediamo di essere ingenui ma continuiamo a volere un impegno di tutti i democratici, uomini e donne, per la sicurezza, la dignità del lavoro, per affrontare, anche qui, il degrado ambientale.
Sono queste le priorità. Sull'ambiente: vanno dimesse le pericolose illusioni nulla del patrimonio naturale è salvaguardato senza rispetto della legalita' e senza azioni preventive di fronte ai drammatici cambiamenti del clima.
Il patto sociale, che è necessario allo sviluppo, non avrà consenso se non sarà fondato su una fortissima accentuazione del ruolo delle persone e dei diritti dei lavoratori. E' vero la vocazione del Partito Democratico è quella di governare, ma la prova è proprio nel risolvere in pratica di governo le difficoltà che la società avverte nell'attuale fase di trasformazione storica.

Ottavio Romanelli

Pubblicato il 10/10/2007 alle 11.2 nella rubrica Diario.

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