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post pubblicato in Diario, il 7 settembre 2007


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permalink | inviato da Partito Democratico Basilicata il 7/9/2007 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per La Basilicata Si Può Fare
post pubblicato in Diario, il 7 settembre 2007


 Il 14 ottobre 2007 segnerà una pagina importante per la storia della politica italiana. Nel passato il 14 ottobre è diventato simbolo di futuro, e di una nuova generazione, proprio in quel giorno fu scoperto il Nuovo Mondo. E’ ovvio che nel 2007 non segnerà l’inizio di una nuova era, ma di sicuro modificherà la concezione storica-politica con cui siamo cresciuti.

L’importanza del PD si fonda su un concetto base, però di fondamentale importanza per uno Stato, UNITA’ POLITICA, che non significa omologazione di pensiero, ma lavoro costruttivo, scambio di idee e speranze.

Da troppi anni il nostro Paese soffre di una grave crisi politica, che sta segnando inevitabile le sorti della nostra Nazione sia dal punto di vista economico che sociale, c’è bisogno di cambiamenti, senza però temere in una nuova crisi delle identità politiche, ma credendo nell’unità delle forze per uno scopo comune, la RINASCITA politica italiana.

Il PD propone una nuova visione politica, abbattendo le vecchie barriere delle personalità, e soffermandosi sulla capacità collaborativa. Come nelle grandi imprese a livello internazionale si parla di team, così anche nell’attuale politica, che è ormai fuori dai vecchi schemi, c’è bisogno di un team forte che possa essere capace di affrontare ogni singola problematica del Paese.

Questo programma è aperto, spalancato, in attesa di aggiunte, precisazioni, aggiornamenti, questioni nuove che magari ancora non si conoscono. Ed è bene che sia così, perché la regione la si gestisce giorno per giorno, perché non mi fiderei di chi pensa di sapere già tutto, perché la collaborazione, lo scambio di visioni e l’invenzione di soluzioni non hanno limiti.

Questi sono i nostri progetti, le nostre idee, queste sono le nostre proposte per cambiare sguardo, riconoscere che un cambiamento è possibile, mutare la nostra convivenza di tutti i giorni.

Apertura e Accoglienza. La Basilicata deve diventare la Regione dell’accoglienza. Tutto il mondo deve sapere che qui ha senso venire e si sta bene. L’accoglienza deve rivolgersi all’immigrato, al manager, alla rifugiata politica, alla studentessa, al turista, al lucano stesso. Si rivolge a tutti. L’accoglienza, dunque, non significa solo spesa, ma anche rientro economico e rientro sotto forma di arricchimento culturale.

Famiglia. Sostegno alla famiglia (ricerca delle opportunità lavorative femminili compatibili con la situazione familiare, riduzione dell’ICI nei casi di presenza in famiglia di persone disabili che necessitano di assistenza continua e di persone che affittano appartamenti a studenti univesitari).

Disabili. Di loro la società si occupa molto poco. Non è accettabile che non possano salire su un autobus. Bisogna abbattere tutte le barriere architettoniche ma a partire da quelle mentali, pregiudiziali, frutto di ignoranza. Quelle barriere per cui non si vuole parlare di disabili, per cui pochi sanno veramente cosa significhi essere disabile, per cui quasi nessuno li vuole vedere in giro. La diversità è una delle condizioni dell’esistenza. Averla tutti i giorni sotto gli occhi sarebbe in realtà una fortuna perché occasione di confronto, di scambio e quindi di arricchimento reciproco.

Punto di partenza potrebbe essere quello di creare, potenziare e finanziare iniziative e progetti culturali che prevedano e facilitino il coinvolgimento anche di giovani con disabilità. Alcune realtà di questo tipo già esistono, vanno potenziate e favorite, ma soprattutto ne vanno create molte altre. Progetti culturali quindi, ma anche di svago, di ritrovo, di socializzazione, di creazione di rapporti, per aiutare tutti i disabili ad uscire dai loro spazi, mostrarsi e vivere la città.

Spreco e consumo energetico. Uno dei più gravi problemi economici ed ecologici dei Comuni sono gli sprechi energetici. La soluzione c’è. Esistono delle società che si chiamano E.S.Co. che predispongono e realizzano a proprie spese progetti di ristrutturazione energetica, finalizzati a ridurre al minimo le inefficienze, gli sprechi e gli usi impropri dell’energia. Ovvero, questi arrivano in Comune, ristrutturano tutto in modo da far consumare (e quindi spendere) il meno possibile: cambiano le lampadine dei lampioni sostituendole con quelle a basso consumo, mettono i doppi vetri per risparmiare sul riscaldamento degli uffici pubblici, rifanno gli impianti, adottano l’energia solare o quella che ritengono più conveniente, insomma, nei modi che sanno loro, rimettono a nuovo la città e lo fanno completamente a proprie spese. Come si ripagano?

Il Comune per un certo numero di anni continua a pagare le bollette come se la ristrutturazione non fosse ancora avvenuta e la società incamera la differenza. E poi? E poi, senza aver speso un solo euro in più di quello che già il Comune spende oggi, dopo qualche anno ci si ritrova con un’amministrazione comunale che spende dal 0 al 0% in meno di prima. E chi assicura che si risparmierà tanto? Il tipo di contratto. Siccome la società guadagna solo su quanto riesce a far risparmiare garantendo al cliente gli stessi servizi energetici di cui usufruiva in partenza, ovvero guadagna solo sulla differenza fra la bolletta precedente l’intervento e quelle successive, si può star certi che farà tutto il possibile per abbattere qualunque minimo spreco. E più loro guadagnano, più bassa sarà la bolletta per il Comune al momento della scadenza del contratto. Ma vi sembra possibile che questa società non venga chiamata domani mattina per darle l’incarico?

Potenziamento delle iniziative sulla raccolta differenziata, per ridurre i costi e allo stesso tempo produrre una riqualificazione ambientale.

Fare della Basilicata il simbolo della sostenibilità con promozione di incontri, ricerche, sperimentazioni.

I Giovani. Siamo portati a parlare non più di politiche per i giovani, ma dei giovani: intendendo con questo l'impegno a garantire e tutelare degli spazi fisici e culturali aperti ai giovani perché questi facciano "politiche" contribuendo alla costruzione della "cosa pubblica".

Occorre un lavoro con le istituzioni per rimuovere quegli ostacoli che non permettono alle giovani generazioni di essere protagoniste della costruzione del proprio e altrui futuro, appropriandosi di quegli spazi che spesso sono invece negati o non riconosciuti.

Gli anziani. La loro esperienza è una risorsa fondamentale per la comunità. Gli anziani vanno conosciuti, rispettati, coinvolti; la loro esperienza va condivisa, la memoria collettiva va tramandata. Una regione che non si occupa dei propri anziani o li relega alla marginalità, cancella il proprio passato, crede di vivere nel presente e non ha futuro. Noi vogliamo che gli anziani siano inseriti nel tessuto cittadino, che dicano la loro, che ci raccontino questa regione.

Trasporti pubblici. I trasporti pubblici dovranno essere al più basso impatto ambientale possibile, senza risparmio alcuno, senza calcolo di convenienze: non dovranno più inquinare. I trasporti pubblici dovranno diventare una certezza per tutti i cittadini di modo da trasformarsi in un’abitudine. E poi, siccome la città non è solo il centro, vanno potenziati in maniera sostanziale i mezzi pubblici che collegano la città ai Comuni limitrofi.

Scuole, università, centri culturali. Tutte le istituzioni che riguardano l’istruzione dovranno diventare dei centri vivi, attivi, presenti. Dovranno essere luoghi aperti alla città. Dovranno diventare punto di riferimento per convegni, incontri, lezioni con le personalità mondiali della cultura, del pensiero, dell’arte, della scienza e della tecnica. Istituzioni invidiabili e autorevoli. Dovranno diventare luoghi catalizzatori e comprendere nella loro funzione, oltre all’insegnamento degli studenti e del corpo docente, il diffondersi del sapere per l’intera città. Dovrà nascere una sorta di rete del sapere, gli atenei e le istituzioni dell’educazione dovranno essere messi fortemente in collegamento e creare un’entità regionale che innalzi il livello del dibattito culturale e sia d’esempio per tutti e costantemente. La Basilicata deve diventare capitale dell’istruzione e del sapere, ma non per appiccicarsi addosso un’inutile etichetta, bensì per poter contare su un enorme bacino di sapienza e cultura che sia propulsore, controllore, garante e spina nel fianco dell’operato di tutta la Regione e delle sue istituzioni.

Turismo. la Basilicata sulla carta ha tutte le prerogative per essere una meta turistica anche per i giovani. Ma la carta non basta, servono i fatti, le strutture, l’organizzazione. Mancano ostelli della gioventù, non si può essere così carenti sull’accoglienza, non si possono avere orari da coprifuoco, non si possono avere uffici del turismo quasi nascosti. Chiunque si sia trovato con uno zaino sulle spalle in qualsiasi città d’Europa, sa bene di cosa stiamo parlando. Chi non ha avuto questa fortuna, si immagini un giovane ragazzo di Oslo che arriva all’una di notte in stazione.

Biblioteche per stranieri. Biblioteche dove un greco o un arabo possano trovare qualcosa da leggere nella propria lingua.

Banca del tempo. Chi ha del tempo lo mette in condivisione, lo offre in cambio del tempo di qualcun altro. Si può essere anziani, giovanissimi, casalinghe; si può essere chiunque per avere del tempo. Condividerlo è un modo per socializzare, conoscersi, aiutarsi, tornare ad essere comunità. L’idea non è nostra, queste banche già esistono, si tratta di valorizzarle e sostenerle; non accorgersi delle belle idee non è una buona idea.

Un programma che tocca ogni singola problematica economica e sociale, un programma che ci si propone di portare a termine.

Il Pd è questo: crescita, collaborazione, innovazione, futuro, orizzonti.

Ottavio Romanelli

Raduno nazionale GU - Adinolfi 2007
post pubblicato in Diario, il 6 settembre 2007



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Il mio PD di Mario Adinolfi
post pubblicato in Diario, il 5 settembre 2007


Deve essere chiaro un elemento. Questa non è una lamentazione. Non mi ritengo un ingenuo e sapevo già al momento di porre la candidatura alla segreteria del Pd, che sarebbe stata dura aprirsi degli spazi mediatici. Però coltivavo l'idea che giornali e telegiornali potessero avere più curiosità per le ragioni programmatiche di una candidatura come la nostra, la candidatura di un folto gruppo di under 40 che si chiama Generazione U e propone al popolo delle primarie un'opzione chiara: rappresentanza necessaria per le giovani generazioni oggi totalmente azzerate nei gruppi parlamentari dell'Ulivo, politiche previdenziali, lavorative e di welfare che riequilibrino la clamorosa diseguaglianza che vede ad esempio i nostri genitori poter andare in pensione a 58 anni, con il 90% dell'ultima retribuzione e il tfr in tasca, mentre noi andremo forse in pensione a 65 anni, con il 50% della retribuzione e senza tfr, con il danno ulteriore che per abbattere lo scalone i soldi sono venuti a prenderseli dai co.co.pro. che è un po' come rubare gli spicci dal cappello del mendicante. E' di sinistra porre la questione di ristabilire un principio di equità vera tra padri e figli? Credo di sì.

Ecco, su questi temi a mio avviso i media avrebbero potuto dimostrare maggiore curiosità e lo possono fare in questa settimana per me importante. Oggi sarò a Vietri sul Mare per presentare la mia candidatura alla festa della Margherita intervistato da Luca Telese, giovedì a Pontelagoscuro (Ferrara) per la festa voluta da Dario Franceschini, venerdì a Bologna alla festa dell'Unità. Tre giorni in cui spero di poter spiegare a chi verrà ad ascoltarmi, ma anche agli italiani attraverso giornali e telegiornali, alcune idee precise per cui è sensato prendere in considerazione non tanto il votare per il mio nome il 14 ottobre, quanto l'accompagnare questa lotta di una generazione assente magari anche prendendo parte alla battaglia costruendo una lista sul proprio territorio e combattendo politicamente per diventare costituenti del partito democratico.

Se però anche Veltroni, Bindi e Letta (in particolare Veltroni) non si impegneranno per togliere l'ostruzione nei canali della comunicazione, avendo chiaro che solo in una competizione in cui si
accetti il protagonismo anche di chi non detiene già quote rilevanti di potere c'è il segreto per entusiasmare la nostra gente e portarla alle urne il 14 ottobre, allora il silenzio dei media attorno al nostro sforzo lo renderà inutile e velleitario. Ma spero che i canali si aprano, che accettino di fotografare un confronto plurale, se riterrano di interesse quello che ho da dire. E io voglio parlare di politica e dire ad esempio che non mi convincono né le rutelliane alleanze di nuovo conio né le veltroniane idee di un Pd autosufficiente. Il Pd in cui io dovessi essere eletto segretario dovrà mettersi al centro di una coalizone la più ampia possibile, con l'obiettivo di vincere le prossime elezioni. Una coalizione che vada dall'Udc di Pierferdinando Casini al Prc di Fausto Bertinotti per essere chiari, perché se non amplieremo il nostro campo anziché restringerlo, è concreto il rischio di riconsegnare il paese alle destre. Ecco io vorrei parlare di questo. Di politica. Facciamolo, il confronto diventerà più interessante per tutti
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