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IN QUESTE FACCE NON CREDIAMO PIU'
post pubblicato in Diario, il 29 aprile 2008


Il progetto era quello giusto. Il progetto è quello giusto. Costruire un moderno partito popolare e di progresso, opposto al campo conservatore, agganciato sul piano internazionale alle esperienze di stampo anglosassone che vanno dal New Labour ai Democrats americani. Il progetto resta valido, anni luce più avanti del partito della reazione conservatrice e protezionista, guidato senza democrazia interna da un padrone arguto ma non particolarmente illuminato, che ha come ideologo un noglobal di ritorno e fuori tempo massimo.

Risultato: nord ai federalsecessionisti della Lega, sud all'ambiguo Raffaele Lombardo, Roma alla vecchia guardia ex missina, l'Italia a Berlusconi.

Ci si può chiedere, ora, come possa il gruppo dirigente del Partito democratico far finta che nulla sia accaduto, trincerarsi dietro una generica "amarezza" e un'altrettanta generica necessità di "tenere botta"? Si può perdere di dieci punti le elezioni politiche, consegnare ad Alleanza nazionale il Campidoglio, gettare nello sconforto milioni di italiani e restare al proprio posto, disprezzando così la regola prima della democrazia che è quella per cui si "rende conto" delle sconfitte?

La sconfitta è colpa loro, di questa pattuglia di oligarchi tra i cinquanta e i sessant'anni che stanno provando a perpetuarsi anche davanti a questo disastro. Io chiedo conto a Goffredo Bettini, che ha affermato testualmente che se il Pd non avesse toccato l'asticella del 35% avrebbe tratto le conseguenze. Il Pd è al 33,1%, cosa aspetta Bettini? Io chiedo conto a Massimo D'Alema, che ride sotto i baffi, pronto all'ennesima riedizione di una resa dei conti stucchevole e ormai anche un po' patetica. Io chiedo conto a Francesco Rutelli, che ha prima avvelenato i pozzi della democrazia con gli imbrogli sulle tessere della Margherita per tenere stretto il proprio potere e ora chiede addirittura come "premio" la vicepresidenza del Senato o persino la presidenza del gruppo Pd a Palazzo Madama. Io chiedo conto a Piero Fassino, che con la moglie ora fa undici legislature e mi pare che possa bastare così. Io chiedo conto a Giuseppe Fioroni che ha avuto l'impudenza, in nome del rinnovamento al femminile, di far diventare parlamentare della Repubblica la propria segretaria personale e la figlia ignara dell'amico ex ministro. Io chiedo conto a Arturo Parisi che ha sempre la solita spocchia da diversità antropologica, anche quando piazza l'assistente personale alla Camera con la solita logica di cui sopra. Io chiedo conto a Rosy Bindi che ora spera tanto che il disastro la trasformi in presidente del Pd, così, nella logica secondo cui tutto si deve tenere altrimenti tutto crolla.

Io chiedo conto a Walter Veltroni, il migliore tra noi, che ha cambiato la politica italiana prima battendosi per far nascere il Pd e poi con il passaggio dello strappo dalla sinistra radicale. Ma Veltroni è ormai logoro, è responsabile di aver provocato un'accelerazione del quadro politico per arrivare precipitosamente a queste elezioni, ancor di più è responsabile per aver barattato la poltrona in Campidoglio con il silenzio rutelliano nella delicata fase delle primarie. Gli chiedo conto perché la sua sconfitta è in tutto simile alla sconfitta di Lionel Jospin in Francia, costretto a cedere il passo alla destra più destra e la dignità vuole che dopo una sconfitta così, come minimo, ci si dimette. In qualsiasi paese del mondo sarebbe già accaduto.

Mi si fa notare: ma come facciamo senza Veltroni? "Non c'e alternativa a Walter". Finché si asseconderà l'oligarchia che non vuole alternative a se stessa, questo è senz'altro vero. E per lo stesso motivo, è ora il momento di aprire un fronte di battaglia politica interna al Pd per creare questa alternativa.

Walter Veltroni ha fatto nascere il Partito democratico e gli organismi dirigenti di Ds e Margherita che l'hanno accompagnato nella guida di questo processo sono stati gratificati con un altro quinquennio di privilegi e onori sul piano parlamentare. Ultimo giro di giostra. Ora deve partire il rinnovamento vero, non il rinnovamento costruito su brave ragazze obbedienti e figli di papà.

Veltroni ha fatto nascere il Partito democratico, ora devono nascere i democratici. Veltroni e il gruppo dirigente del Pd convochino subito l'assemblea costituente, si presentino a quell'organo dimissionari e non ricandidati. Si elegga un comitato di reggenza e si vada a un congresso straordinario a ottobre.

Il loft non ascolterà questo grido, si chiuderà e si farà qualche altro caminetto perché l'oligarchia sa che se apre una crepa crolla tutto, Non vedono che è già crollato tutto. In questa cecità irresponsabile sta tutta la condanna per il loro comportamento e sta il motivo per cui noi in queste facce non crediamo più.

Il progetto è quello giusto, ma un progetto nuovo cammina su gambe nuove. Una stagione si è chiusa, si è chiusa comunque. Il mio appello va a tutte le democratiche e i democratici di buona volontà affinché facciano sentire la loro voce senza paura, immaginando che l'alternativa che sembra impossibile è nella loro voce, nella loro energia, nella loro ansia di mettersi alle spalle la pagina politicamente più triste del passato recente.

Autoconvochiamoci, anzi, autoconvocatevi. Io verrò volentieri ad ascoltare, in silenzio, che per la mia parte mi sento responsabile di questa sconfitta e dunque sono unfit to lead change, inadatto a guidare qualsiasi cambiamento, anche perché in quel che mi veniva raccontato ho in fondo creduto e fatto credere, come sotto ipnosi. Ma cambiamento, ora, deve essere.

Perché cos'altro deve ancora accadere perché l'oligarchia del centrosinistra arrivi a comprendere che nelle loro facce l'Italia non crede più?

Cambiamento, ora. Anche perché è ora o mai più. Fatto il Partito democratico, facciamo i democratici.

Forza, il futuro c'è.

Mario Adinolfi

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permalink | inviato da Per La Basilicata il 29/4/2008 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
GRAZIE
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2007


Un risultato inaspettato che conferma la validità del nostro progetto politico nato sulla spinta di tanti che ci hanno chiesto di far sentire nel processo costituente del Partito Democratico la voce dei giovani. A loro va prima di tutto il nostro ringraziamento, ma anche a chi ha fatto parte di quel vero e proprio “esercito” di persone che domenica scorsa hanno voluto testimoniare la loro volontà di dare vita ad un nuovo soggetto politico. Vogliamo iniziare a scrivere una nuova pagina politica nella nostra regione.
Il nostro impegno continuerà sulla strada già intrapresa tenendo a mente i valori cardini a cui si ispira la nostra lista: occupazione, meritocrazia, rinnovamento, coesione sociale, ambiente, ecc.

Un sentito G R A Z I E a tutti gli elettori che anche nel nostro territorio si sono mobilitati ed hanno voluto sostenere la lista di GENERAZIONE U con il loro impegno e con il loro voto una giornata così importante per il nostro Paese.

La nascita del PD costituisce senza dubbio una svolta storica per l’Italia; nasce un partito che riunisce diverse forze politiche e che vuole fondare sui programmi le sue alleanze.

Questa partecipazione diretta è stata indubbiamente, in tutto il Paese, un’occasione di coinvolgimento ed un efficace strumento di consultazione popolare. Ritengo che in Basilicata aver ottenuto con GENERAZIONE U lo 0.7% simboleggia una voglia di cambiamento significa che c’è chi ha creduto in una lista di volti nuovi.

Ottavio Romanelli




 

I GIOVANI SONO STANCHI DI ESSERE INVISIBILI
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2007


Una politica di rinnovamento democratico può realizzarsi solo se è sostenuta dalla grande maggioranza della popolazione, questa è una richiesta di aiuto per far nascere il Partito democratico all'insegna della possibile novità e soprattutto la partecipazione della società civile. Ti chiediamo di sostenere con il voto domenica prossima 14 OTTOBRE la candidatura di Mario Adinolfi alla segreteria del Pd e di Ottavio Romanelli, Caterina Santarcangelo, Patrizio Genovese e Anna Angiulli all’Assemblea Nazionale attraverso il voto alle liste di Generazione U. Questa è una lista giovane fatta soprattutto da ragazzi che vogliono partecipare alla creazione di questo soggetto politico, siamo da soli senza nessun partito alle spalle ed è per questo che vi chiediamo di darci una mano votando il 14 ottobre GENERAZIONE U solo con il vostro aiuto possiamo farcela. Adinolfi e Generazione U hanno presentato tre mesi fa un programma preciso di protagonismo degli under 40 in politica, che puoi consultare il sito ufficiale dell'Ulivo. Puoi visitare il sito : http://perlabasilicata.ilcannocchiale.it per capire quello che noi di GENERAZIONE U Basilicata abbiamo fatto in questa campagna elettorale. Purtroppo giornali e telegiornali non hanno approfondito le ragioni di questo impegno, che ha portato centinaia di ragazze e ragazzi a raccogliere migliaia di firme per presentare le proprie candidature e sostenere quella di Adinolfi, in alternativa al ministro Bindi, al sottosegretario Letta e al sindaco Veltroni. Solo il web ha raccontato la bellezza della mobilitazione di questi SENZA-POTERE di Generazione U. Se il PD deve essere animato dai giovani, DEVE cambiare qualcosa, se il PD è nuovo deve RISOLVERE queste situazioni di totale rottura con la gente . Noi giovani del PD POSSIAMO offrire qualcosa di veramente utile è proprio la nostra INNOCENZA in un mondo come quello della politica che spesso (non sempre) ha spessore umano pari a zero, diciamo basta a tutto questo, diciamo basta alla totale mancanza di buon senso nella gestione e nelle scelte della politica. Diciamo che deve far politica SOLO chi la intende come bene comune, NON come guadagno personale.

Questa è la sfida che ci sta di fronte. E’ una sfida difficile, dove il risultato non è affatto garantito. Esso dipende dalle idee e dall’impegno di ciascuno di noi.

Per questo facciamo appello a chi è disposto a SOSTENERCI. Vi invitiamo a collaborare con noi, a cominciare dalle primarie del 14 ottobre, che segna l’inizio di un viaggio da affrontare insieme.

VOTA

LE FACCE NUOVE DI

Lettera aperta alla stampa
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2007


Giorno 13 ottobre 2007 , h.11:30

Circa un’ora fa era stata indetta una conferenza stampa dai candidati all’Assemblea Costituente del PD della lista di Generazione U. Avendo preventivamente invitato la Stampa e fiduciosi di ricevere la “dovuta” attenzione al pari dei “big” della politica, ci siamo dovuti, per l’ennesima volta, ricredere: noi non contiamo, nessuno, nessuna testata giornalistica si è presentata per ascoltare ciò che noi, giovani, il futuro di questo Paese, avevamo da dire.

Abbiamo atteso … invano!

Nessuno, eccetto un fotografo, ha varcato l’uscio della Sala dell’Arco del Comune di Potenza il quale ha umilmente detto: sono tutti alla Regione per un’altra Conferenza. Sollevati dalla notizia abbiamo pensato per l’ennesima volta: AHHH…, però, in contemporanea alla nostra insignificante conferenza stampa, c’èra qualcosa di PIU’ importante di noi, giovani, il futuro di questo Paese.

Se le “cose” funzionano così, come potrà mai cambiare questo Paese se chi non fa parte di un partito, se chi vuole a tutti i costi cambiare le cose senza troppo clamore, se chi vuole al vertice un rappresentante che “ci” rappresenti, se chi ha meno di 40’anni non è degno di essere ascoltato?

Ci siamo allora chiesti se i giornalisti hanno dato la stessa attenzione da noi ricevuta anche agli altri candidati, quelli che rappresentano i “big”, e ci siamo informati: l’ennesima delusione! Alle loro conferenze stampa i giornalisti, e non solo un fotografo, ci sono andati; ma allora che cosa c’è che non va? Forse siamo noi che non andiamo bene, noi che abbiamo avuto il coraggio di metterci in gioco o almeno provarci? Concludendo, non siamo noi che non andiamo bene, è ancora l’intero sistema che non funziona, come si può, in un Paese Democratico, non avere interesse ad ascoltare ciò che noi, giovani, il futuro di questo Paese, abbiamo da dire in merito a questioni che ci interessano direttamente? Se noi siamo candidati c’è un motivo, che forse nessuno, e soprattutto i “big” della politica, ha capito; se le facce nuove, quelle di ragazzi e ragazze di Generazione U si avvicinano alla politica per la prima volta e lo fanno in maniera così eclatante, quale la candidatura per la costituente di un nuovo partito, c’è un motivo, e dato che nessuno, neanche la stampa troppo impegnata in altro, lo ha capito, ve lo diciamo noi: siamo stanchi di essere tacciati, siamo stanchi di dover fare da cuscinetto a Riforme che non considerano la volontà e il pensiero di noi giovani. Se le “cose” in questo Paese non vanno bene, solo noi, giovani, il vero futuro del Paese ne pagheremo le conseguenze, Paese in cui tutti parlano, parlano, parlano e magari pur ripetendo sempre le stesse cose vengono ascoltati, un Paese però, dove chi ha qualcosa di NUOVO da dire viene zittito da una conferenza stampa deserta della componente fondamentale: la stampa appunto.

Noi vi ringraziamo lo stesso perché il vostro atteggiamento non fa altro che dare maggior fondamento alla nostra tesi, ovvero che a nessuno interessa quanto di NUOVO abbiamo da dire; vi ringraziamo perché

IL VOSTRO SILENZIO SARA’ LA NOSTRA VOCE!

Candidati all’Assemblea Nazionale Costituente del PD di Generazione U, collegio n° 1, POTENZA

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