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CONTRO LA DEMOLIZIONE DEL SISTEMA NAZIONALE DELLE UNIVERSITA'
post pubblicato in Diario, il 18 luglio 2008


Documento intersindacale sul contenuto Decreto-Legge112/08:

1. limitazione al 20 % del turn over, per gli anni 2009-2011, del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi;
2. ulteriori drammatici tagli al Finanziamento pubblico dell’Universita’;
3. la prospettiva della privatizzazione degli Atenei attraverso la loro trasformazione in Fondazioni;
4. taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale tecnico e amministrativo
determineranno la scomparsa in breve tempo dell’Universita’ italiana, come sistema pubblico nazionale, previsto e tutelato dalla Costituzione, il cui mantenimento deve essere a carico dello Stato e non a carico degli studenti e delle loro famiglie.
E saranno soprattutto gli studenti ad essere danneggiati perche’ non sara’ piu’ garantita una offerta formativa di qualita’, che puo’ essere fornita solo da Atenei in cui i docenti possano svolgere - inscindibilmente - ricerca e didattica di alto livello.
Il blocco del turn over, riducendo drasticamente il numero dei docenti in ruolo, impedisce il necessario ricambiogenerazionale, aggravando ulteriormente il problema del precariato, e non consente il giusto riconoscimento del merito a quanti operano nell’Universita’.
Il mondo universitario e il Paese non possono accettare che venga smantellata l’Universita’ pubblica, che invece va riformata e rilanciata nel suo ruolo – riconosciuto a parole da tutti – di promotrice dello sviluppo culturale ed economico nazionale.
L’Universita’ non intende sottrarsi a qualsiasi tipo di valutazione che porti alla valorizzazione del merito, alla esaltazione dei risultati e all’ulteriore miglioramento del Sistema.
Per rilanciare il Sistema Universitario Nazionale e’ tuttavia indispensabile prevedere:
- maggiori finanziamenti per l’Alta formazione e la Ricerca pubbliche, adeguandoli agli standard internazionali, allo scopo di consentire a tutti i docenti di svolgere adeguatamente le loro attivita’ di ricerca e di insegnamento;
- maggiori risorse per un reale diritto allo studio;
- la riforma dell’Organizzazione del Sistema UniversitarioNazionale;
- il superamento dell’inaccettabile fenomeno del precariato, attraverso procedure di reclutamento che premino il merito;
- la riforma del dottorato di ricerca, quale terzo livello dell’Istruzione universitaria, qualificandone l’accesso e il percorso formativo;
- la riforma della docenza, distinguendo nettamente ilreclutamento dall’avanzamento di carriera, prevedendo per i neo-assunti una retribuzione piu’ elevata e una reale autonomia scientifica, anche al fine di arginare la “fuga dei cervelli”.

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