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Il mio PD di Mario Adinolfi
post pubblicato in Diario, il 5 settembre 2007


Deve essere chiaro un elemento. Questa non è una lamentazione. Non mi ritengo un ingenuo e sapevo già al momento di porre la candidatura alla segreteria del Pd, che sarebbe stata dura aprirsi degli spazi mediatici. Però coltivavo l'idea che giornali e telegiornali potessero avere più curiosità per le ragioni programmatiche di una candidatura come la nostra, la candidatura di un folto gruppo di under 40 che si chiama Generazione U e propone al popolo delle primarie un'opzione chiara: rappresentanza necessaria per le giovani generazioni oggi totalmente azzerate nei gruppi parlamentari dell'Ulivo, politiche previdenziali, lavorative e di welfare che riequilibrino la clamorosa diseguaglianza che vede ad esempio i nostri genitori poter andare in pensione a 58 anni, con il 90% dell'ultima retribuzione e il tfr in tasca, mentre noi andremo forse in pensione a 65 anni, con il 50% della retribuzione e senza tfr, con il danno ulteriore che per abbattere lo scalone i soldi sono venuti a prenderseli dai co.co.pro. che è un po' come rubare gli spicci dal cappello del mendicante. E' di sinistra porre la questione di ristabilire un principio di equità vera tra padri e figli? Credo di sì.

Ecco, su questi temi a mio avviso i media avrebbero potuto dimostrare maggiore curiosità e lo possono fare in questa settimana per me importante. Oggi sarò a Vietri sul Mare per presentare la mia candidatura alla festa della Margherita intervistato da Luca Telese, giovedì a Pontelagoscuro (Ferrara) per la festa voluta da Dario Franceschini, venerdì a Bologna alla festa dell'Unità. Tre giorni in cui spero di poter spiegare a chi verrà ad ascoltarmi, ma anche agli italiani attraverso giornali e telegiornali, alcune idee precise per cui è sensato prendere in considerazione non tanto il votare per il mio nome il 14 ottobre, quanto l'accompagnare questa lotta di una generazione assente magari anche prendendo parte alla battaglia costruendo una lista sul proprio territorio e combattendo politicamente per diventare costituenti del partito democratico.

Se però anche Veltroni, Bindi e Letta (in particolare Veltroni) non si impegneranno per togliere l'ostruzione nei canali della comunicazione, avendo chiaro che solo in una competizione in cui si
accetti il protagonismo anche di chi non detiene già quote rilevanti di potere c'è il segreto per entusiasmare la nostra gente e portarla alle urne il 14 ottobre, allora il silenzio dei media attorno al nostro sforzo lo renderà inutile e velleitario. Ma spero che i canali si aprano, che accettino di fotografare un confronto plurale, se riterrano di interesse quello che ho da dire. E io voglio parlare di politica e dire ad esempio che non mi convincono né le rutelliane alleanze di nuovo conio né le veltroniane idee di un Pd autosufficiente. Il Pd in cui io dovessi essere eletto segretario dovrà mettersi al centro di una coalizone la più ampia possibile, con l'obiettivo di vincere le prossime elezioni. Una coalizione che vada dall'Udc di Pierferdinando Casini al Prc di Fausto Bertinotti per essere chiari, perché se non amplieremo il nostro campo anziché restringerlo, è concreto il rischio di riconsegnare il paese alle destre. Ecco io vorrei parlare di questo. Di politica. Facciamolo, il confronto diventerà più interessante per tutti
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